
Nell’ambito del “Country Brand Index”, ricerca condotta ogni anno dalla prestigiosa società di consulenza londinese “Futurebrand”, la Croazia, nella categoria “Stelle nascenti”, si è classificata al primo posto. Piazze d’onore alla Cina e agli Emirati Arabi.
a cura di Leonella Zupo
Anche quest’anno la Croazia, con la sua splendida costa lunga 1700 km, mille isole e un clima mediterraneo, grazie a una singolare combinazione di tante peculiarità, come l’ambiente naturale preservato, l’affascinante e intrigante patrimonio storico-culturale, l’offerta gastronomica specifica, l’ospitalità proverbiale della sua gente e i prezzi accessibili, è considerata a ragione una delle più ambite destinazioni turistiche d’Europa. A conferma del suo slogan più efficace: “La Croazia – il Mediterraneo com’era una volta”. Punti di forza dell’offerta turistica, le antiche e belle città e i borghi, immersi in un’atmosfera in bilico tra i ritmi “sonnacchiosi” e la frenesia dei tanti ospiti, una costa risparmiata dall’abusivismo edilizio e non inflazionata, isole e calette mistiche, tanti parchi nazionali e naturali, l’amore per gli usi e costumi di un tempo e la tutela dell’identità nazionale. Il tutto accompagnato da ottimi vini, un olio d’oliva di gran qualità ed eccezionali delizie gastronomiche a base di carne e di pesce, tra nostalgici canti “a klapa” e spettacoli di folclore scanzonato. Per quanto riguarda i collegamenti, continua molto intensamente lo sviluppo della rete autostradale già esistente. E’ recente l’apertura del tratto Kikovica-Ostrovica di 7,4 chilometri, nei pressi della città di Rijeka (Fiume), sull’autostrada Rijeka-Zagabria. Si tratta di uno dei tratti autostradali più complessi del Paese, con cinque viadotti e due sottopassaggi che coprono il 20% della sua lunghezza. L’autostrada Rijeka-Zagabria, per ora, conta su una lunghezza di 110 km, ai quali se ne aggiungeranno altri 36,5 entro la fine del 2008. Sono iniziati i lavori di costruzione della circonvallazione di Spalato, con un investimento pari a 170 milioni di euro nell’ambito del progetto di smaltimento del traffico sul tratto Trogir-Split-Omis, quello con la maggiore densità di traffico automobilistico di tutta la Croazia, sul quale transitano quotidianamente 40.000 autoveicoli. Croazia, terra di mare: le sue città costiere sono collegate tra loro mediante tante linee di traghetti. Ben 67 isole abitate sono collegate alla terraferma con linee di traghetti e navi. Le linee di traghetti locali collegano la terraferma con le isole di Cres, Losinj, Pag, Rab, Ugljan, Pasman, Dugi otok, Iz, Rava, Olib, Silba, Premuda, Ist, Molat, Brac, Solta, Hvar, Vis, Peljesac (penisola), Korcula, Lastovo e Mljet. Linee di navi passeggeri e di traghetti collegano i porti croati e quelli italiani di Venezia, Trieste, Ancona, Pescara e Bari. Esiste anche una linea di traghetti giornalieri che collega Rijeka (Fiume) a Split (Spalato) e che, tre volte la settimana, prosegue per Dubrovnik. I traghetti che partono da Fiume, diretti verso Sud, sono un’ottima soluzione per quei turisti con auto al seguito che vogliono evitare l’affascinante ma faticoso tratto stradale costiero. Come chiudere questa breve carrellata di notizie sulla Croazia, senza citare due parole sull’enogastronomia! La cucina croata è molto varia e conosciuta come espressione di tante cucine regionali; sembra trarre le proprie origini dall’età protoslava e dall’antichità. Le differenze circa la scelta degli ingredienti e le modalità di preparazione sono più evidenti se si fa una comparazione tra l’area continentale e il litorale. Le origini dell’età protoslava più antica sono evidenti nella cucina continentale, così come sono evidenti i contatti con le famose scuole gastronomiche dei Paesi confinanti, come quella ungherese, viennese e turca. L’area litoranea, invece, è caratterizzata dall’influenza greca, latina ed illirica e, più tardi, da due delle più influenti scuole gastronomiche del Mediterraneo, quella italiana e quella francese. Tante solennità nazionali vengono direttamente collegate al cibo, indipendentemente dal fatto che si rifesiscano alle fatiche del lavoro (alla mietitura o alla trebbiatura del grano, alla vendemmia dell’uva o al battesimo del vino novello, oppure all’ultimazione dei lavori di costruzione di una casa), alla fede (quasi tutte solennità cattoliche, come il Natale, la Pasqua, e poi i pellegrinaggi e la celebrazione del santo patrono locale), o ai momenti più significativi della vita (battesimo, marimonio, compleanno, onomastico…). Ogni festa, comunque, è caratterizzata da un cibo particolare. Il gulasch (spezzatino) di carne d’agnello e patate si mangia in occasione di pellegrinaggi o fiere, il baccalà si prepara per la Vigilia di Natale e per il Venerdì Santo, la porchetta si mangia a Capodanno, mentre i krapfen (bomboloni, frittelle) sono strettamente legati alle celebrazioni del carnevale (nel meridione croato si preparano dolci simili, chiamati fritule). Il prosciutto cotto e le uova sode, con tante verdure di stagione, la fanno da padroni sulle tavole pasquali, mentre il dessert è rappresentato da alcuni dolci della tradizione, come la pinca. E poi il salame kulen per la mietitura, l’oca per San Martino, mentre la tacchinella, altro pollame e le immancabili sarme (involtini di foglia di cavolo cappuccio ripieni di carne macinata speziata e riso) si servono per Natale. La Croazia va giustamente fiera anche della sua gran varietà di vini di qualità (700 i vini a denominazione d’origine controllata), grappe, succhi di frutta, birre e acque minerali. Al Sud, di regola, il pasto è accompagnato dalla bevanda (vino rosso forte e schietto, allungato con acqua naturale), mentre nelle regioni nord-occidentali del Paese si beve il gemist (vino bianco secco e aromatico, allungato con acqua gassata).

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